12.7.12

"Il fuoco amico dei ricordi: Persecuzione e Inseparabili", Alessandro Piperno, Mondadori 2010 e 2012

Recensione doppia, perche' i due romanzi di Piperno (che proprio con "Inseparabili" ha vinto pochi giorni fa il Premio Strega) sono due pezzi d'un unica storia che si dipana dagli anni '80 ai nostri giorni. Piperno stesso lo dichiara esplicitamente, sin dal titolo dei due romanzi (che hanno entrambi il sottotitolo "Il fuoco amico dei ricordi"), e lo rende manifesto alla fine del primo, "Persecuzione", che termina con il classico "Continua..." dei fumetti a puntate.

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E i fumetti saranno i grandi protagonisti della seconda parte del dittico, pur essendo stati abbondantemente preannunciati anche nel primo volume.

Se la storia narrata nel romanzo bisecato e' abbastanza classica come impianto (si racconta l'ascesa, la caduta, il rialzarsi e la nuova disastrosa franata di una famiglia ebrea di Roma, padre medico affermatissimo, due figli assai differenti e la madre che ha come unico scopo quello di tenere tutto sotto controllo), la scrittura di Piperno e' notevole.

Forse troppo, per come lo scrittore indugia in preziosismi che m'hanno colpito e mi sono rimasti impressi: per dire, e' la prima volta che ho letto il participio passato di "irrompere", e Piperno lo usa tre volte (vado a memoria) solo in "Persecuzione". Come indugia, il fresco vincitore dello "Strega", in lunghi incisi e flashback che a volte rendono meno facile la lettura interrompendo la trama per pagine e pagine.

Ma seguire da vicino l'incredibile vicenda narrata in "Persecuzione" e' comunque avvincente, e la figura di Leo Pontecorvo, il Primario di Oncologia Pediatrica che viene perseguitato da voci e dicerie montate ad arte al solo scopo di distruggerlo, risulta oggetto di pietosa compartecipazione da parte di chi ne legge il destino ineluttabile.

Il secondo volume parte una ventina di anni dopo i fatti narrati nel primo, e si incentra sulle figure dei figli di Pontecorvo, Filippo e Samuel.

Il primogenito, che avevamo lasciato disadattato e dislessico appena adolescente, s'e' trasformato per puro caso -e per merito della moglie, ex ballerina di "Non e' la RAI"...- in un fumettista di enorme successo. Samuel, genio scolastico e sportivo, e' coinvolto in un intreccio di sentimenti, problemi lavorativi e depressione che lo portera' su binari imprevedibili.

"Inseparabili" e' molto incentrato sul sesso, e sulla differenza con cui i due fratelli approcciano il sesso. Filippo, scanzonato ed improbabile Casanova che riesce a portarsi a letto chi vuole; Samuel, praticamente impotente, che trascina una storia "ufficiale" decennale, e trova piacere solo negli incontri clandestini con Loredana, con la quale pero' non c'e' mai sesso perche' i due si dedicano solo all'autoerotismo.

Dei due libri a me ha disturbato parecchio la scomparsa improvvisa di personaggi sin li' centrali, che tornano solo in timidi accenni molte pagine dopo, ma per il resto direi che non v'e' confronto tra questo premio Strega e "La solitudine dei numeri primi". Ovvio che Piperno vinca a mani basse su Giordano.

 

Barney

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